"63°Premio Bagutta ( Ufficio Stampa // Press Officie)"


La Repubblica 26 novembre 1998


Domenica la premiazione Il "Bagutta" a Fabio Carpi.
Milano. Fabio Carpi con Patchwork, edito da Bollati Boringhieri, è il vincitore del Bagutta. La cerimonia di assegnazione del premio è in programma per domenica prossima 29 novembre nello storico ristorante milanese che da il nome al premio letterario, la giuria del quale è presieduta dallo scrittore Mario Soldati. Sdoppiato in due Il premio minore lo hanno vinto gli esordienti Rosa Matteucci con Lourdes, edito da Adelphi, e Tommaso Giartosio con Doppio Ritratto, Fazi editore. A Fabio Carpi, l'autore di Patchwork andranno I cinquanta milioni (trenta stan ziati dalla famiglia Pepori proprietaria del locale, venti dalla Snam) del più antico premio letterario Italiano che quest' anno è alla sessantaquattresima edizione. Il Bagutta è stato fondato da Orio Vergani e Riccardo Bacchelli nel1927.


Corriere della Sera 26 novembre 1998


Il premio al regista-scrittore. Per l'opera prima vincono ex equo Giartosio e la Matteucci.
Il Bagutta sul set di Fabio Carpi.

Il premio letterario più antico d'Italia sarà consegnato domenica sera a un autore che deve la sua fama soprattutto al cinema: Fabio Carpi, milanese, nato nel 1925, due anni prima che il gruppo di giornalisti, scrittori e artisti che si riuniva alla trattoria Bagutta di Milano attorno a Riccardo Bacchelli e Orio Vergani, inventasse il concorso letterario intitolato al locale. Fabio Carpi, premiato per il romanzo Patchwork, edito da Bollati Boringhieri, si aggiunge a una lista di 62 nomi (per dieci anni, dal '36 al '47 il premio fu sospeso) tra i quali figurano molti dei grandi di questo secolo letterario. Il primo, nel '27 fu Gio van Battista Angioletti, l'ultimo Giovanni Raboni, premiato l'anno scorso: in mezzo troviamo fra gli altri Comisso, Cardarelli, Borgese, Gadda, Brancati, Montanelli, Calvino, Marotta, Landolfi, Primo Levi, Chiara, Soldati, Macchia, Citati, Bassani, Sciascia, Magris. Il premio per il '99, dunque (50 milioni di lire, dei quali 30 donati dai Pepori, proprietari del ristorante, e 20 dalla Snam) ha un vincitore inconsueto. Fabio Carpi, infatti, è autore di oltre 50 sceneggiature cinematografiche e televisive, fra cui «Un uomo a metà» di Vittorio De Seta e «Diario di una schizofrenica» di Nelo Risi, ma anche di film come «Quartetto Basileus», premiato a Nizza e Parigi, «Le ambizioni sbagliate», tratto dal romanzo di Moravia, «I cani di Gerusalemme», Pardo d'Oro a Locarno, «L'amore necessario», ispirato al legame fra Sartre e la de Beauvoir: pellicole tutt'altro che commerciali, per il taglio anticonformista, la qualità e l'impegno. Autore di poesie e romanzi come La digestione artificiale (Mondadori) e Mabuse (Bompiani), Fabio Carpi viene ora premiato per un libro dalla struttura inconsueta, tra vite reali e vite a fumetti, dove si intrecciano le storie di Adriano il Vecchio (lo Scri vente), Adriano il Giovane, autore di fumetti che vorrebbe essere pittore, e Adriano il Falsario che falsifica, insieme ai fumetti, la propria vita e non solo quella. Ne vien fuori appunto un «patchwork», sorta di scorribanda tra fantasia e memoria. La memoria è anche la protagonista delle serate baguttiane: sia della cena di premiazione, sia degli incontri conviviali della giuria (ora composta da Soldati, Guido Vergani, Del Corno, Galimberti, Gramigna, Isella, Naldini, Nascimbeni, Orelli, Pontiggia, Santagostini, Tabet e Tadini). Alle pareti, tra i famosi menù sui quali Mario Vellani Marchi ritraeva gli ospiti famosi, incontriamo Riccardo Bacchelli, con il quale l'avventura è cominciata. Era passato solo un mese da quando, nel '26, il ristoratore toscano Alberto Pepori aveva aperto il locale di via Bagutta, che l'autore del Mulino del Po cominciò a frequentarlo con altri intellettuali: una sera gli amici decisero di infliggersi a vicenda delle multe, per «punire» i ritardari, chi lasciava la tavola, eccetera. Poco tempo dopo l'ammenda toccò a Orio Vergani che propose di destinare quei soldi all'autore del libro che sarebbe loro piaciuto di più. Così, all'insegna della burla, nacque un premio che negli anni acquistò prestigio e autorità, anche perché avrebbe affiancato all'alloro maggiore quello per l'«Opera prima»: tra i vincitori, Bartolini, Soavi, David, Gramigna, Bonfantini. Per il '99, i vincitori esordienti (tre milioni ciascuno) sono ex aequo. Tommaso Giartosio per Doppio Ritratto (Fazi) e Rosa Matteucci per Lourdes (Adelphi), già divenuto un caso letterario: visti i precedenti, Bagutta porta fortuna.

Cesare Medail


Avvenire 27 novembre 1998


Il «Bagutta» a Fabio Carpi
Lo scrittore e sceneggiatore cinematografico e televisivo Fabio Carpi (nella foto) è il vincitore del premio «Bagutta» con il romanzo «Patchwork» (Bollati Boringhieri). La cerimonia di consegna del premio (50 milioni di lire) si terrà domenica nello storico ristorante milanese che da il nome al più antico riconoscimento letterario italiano, giunto alla sessantaquattresima edizione e fondato nel 1927 a Milano da Orio Vergani e Riccardo Bacchelli. La sezione degli esordienti è stata vinta, ex aequo, da Tommaso Giartosio per «Doppio ritratto» (Fazi editore) e Rosa Martucci per «Lourdes» (Adelphi), ognuno dei quali si, aggiudicherà tre milioni di lire. La giuria del premio è presieduta dallo scrittore Mario Soldati.



Il Gazzettino 27 novembre 1998


Fabio Carpi ha vinto il Premio Bagutta
Milano Lo scrittore e sceneggiatore cinematografico e televisivo Fabio Carpi, con il romanzo "Patchwork", edito da Bollati Boringhieri, é il vincitore del premio "Bagutta", il più antico riconoscimento letterario italiano: giunto alla 64esima edizione, fu fondato nel 1927 a Milano da Orio Vergani e Riccardo Bacchelli. La cerimonia di consegna del premio (50 milioni di lire) si terrà domenica nello storico ristorante milanese che dà il nome al Premio letterario. La sezione degli esordienti è stata vinta, ex aequo, da Tommaso Giartosio per «Doppio ritratto» (Fazi editore) e Rosa Martucci per «Lourdes» (Adelphi), ognuno dei quali si aggiudicherà tre milioni di lire. La giuria del premio è pre sieduta da Mario Soldati.


Il Giornale di Sicilia 28 novembre 1998

PREMI
Fabio Carpi con «Patchwork» vince il «Bagutta» a Milano

MILANO. Lo scrittore e sceneggiatore cinematograflco e televisivo Fabio Carpi (nella foto), con il romanzo "Patchwork", edito da Bollati Boringhieri, è il vincitore del premio "Bagutta", il più antico riconoscimento letterario italiano: giunto alla sessantaquattresima edizione, fu fondato nel 1927 a Milano da Orio Vergani e Riccardo Bacchelli. La cerimonia di consegna del premio (50 milioni di lire) si terrà domani nello storico ristorante milanese che dà il nome al premio letterario. La sezione degli esordienti è stata vinta, ex aequo, da Tommaso Giartosio per «Doppio ritratto» (Fazi Editore) e Rosa Martucci per «Lourdes» (Adelphi), ognuno dei quali si aggiudicherà tre milioni di lire.La giuria del premio è presieduta da Mario Soldati.


L'Eco di Bergamo 28 novembre 1998


A Carpi il Bagutta

* Fabio Carpi, con (Bollati Boringhieri), è il vincitore del 63° Premio Bagutta, il più antico premio letterario italiano. All'autore, oltre al riconoscimento della giuria presieduta da Mario Soldati, vanno 50 milioni. Com'è tradizione il premio verrà consegnato domani al ristorante milanese Bagutta. La serata del premio è presieduta da Mario Soldati.


Repubblica 29 novembre 1998

Vip e artisti alla cerimonia che assegna il premio a Fabio Carpi
Metti una sera al Bagutta

Serata Vip al ristorante Bagutta questa sera alle 20.30 per premiare con 50 milioni lo scrittore
regista Fabio Carpi,autore di "Patchwork", edito da Bollati Boringhieri. Il libro vincitore del premio non ha mai avuto l'onore di una recensione in Italia:il romanzo, un intreccio tra realtà e finzione , con riferimenti alla vita dell'autore, che da un anno vive a Parigi, e alla sua passione per il cinema, uscito a marzo in 25mila copie.
E questa sera ai tavoli del ristorante si sono dati appuntamento per consegnare il riconoscimento non solo i componenti della giuria, ma pure invitati eccellenti: gli editori Inge Feltrinelli, Rosellina Archinto, Romilde Bollati, l'architetto Vittorio Gregotti, l'economista Francesco Micheli, il giornalista Paolo Mieli, la famiglia Falk al completo, il poeta Edoardo Sanguinetti, il critico letterario Cesare Segre, lo scrittore Andrea Kerbaker, l'ex assessore alla Cultura del Comune di Milano Philippe Daverio e consorte, mentre l'attuale assessore, Salvatore Carribba non verrà anche se è stato invitato, così come il sindaco Albertini.
Per la prima volta nella storia del Bagutta la premiazione potrà essere seguita via Internet nel sito www.bagutta.it, sponsorizza la Apple.
"Non è un libro popolare"- commenta l'autore di "Patchwork" alle agenzie della sua casa parigina. La casa editrice è seria, non è di quelle che stampano i romanzi che poi finiscono nei salotti televisivi. In Italia il mio libro non è stato mai recensito. Ma nella Svizzera italiana, sulle pagine letterarie di un settimanale delle cooperative svizzere, sen'era parlato.Il caso ha voluto che il recensore di quelle note, Giovanni Orelli, facesse parte della giuria del Premio Bagutta.
Così il romanzo, ha vinto il prestigioso premio. Ritengo che se non ci fosse stata questa recensione "Patchwork" non sarebbe stato preso in considerazione, perchè non sapevano neppure che fosse uscito".


Il Giornale 29 novembre 1998

Il prestigioso riconoscimento letterario verrà consegnato stasera nel famoso ristorante milanese
Il Premio Bagutta a Fabio Carpi

RUGGERO RASTELLI
Puntuale come tutti gli anni, questa sera viene ufficialmente consegnato a Milano uno dei premi più prestigiosi, il «Bagutta». Teatro dell'avvenimento, che richiama l'attenzione dei nomi più prestigiosi dell'Olimpo letterario, la storica trattoria che dal 1925 delizia i palati dei milanesi: un affresco nella «saletta del premio» ne ricorda la fondazione ad opera di Riccardo Bacchelli e Orio Vergani. L'origine è nella consuetudine introdotta nel'27 dalla cerchia dei primi frequentatori (letterati, e come tali squattrinati: ma i Pepori proprietari facevan credito) di multare chi arrivava troppo tardi al desco o troppo presto se ne andava: una volta toccò a Vergani padre che - sparagni- no com'era - propose di spendere il malloppo accumulato premiando un libro uscito nell'anno. Un pensierino magari ce lo fece pure lui, ma non ne parlò mai in giro. Noblesse oblige... Sia come sia, il premio 1999 è andato a Fabio Carpi per il romanzo Patchwork edito da Bollati Boringhieri: scelta abbastanza inconsueta, visto che Carpi opera prevalente -mente per lo schermo (è autore di 50 sceneggiature cinematografiche e televisive, dal Diario di una schizofrenica di Risi a Le ambizioni sbagliate dal romanzo di Moravia, a I cani di Gerusalemme, che a Locarno è stato premiato col Pardo d'Oro). Come poeta e romanziere si ricordano di lui La digestione artificiale, edito da Mondadori, e Mabuse di Bompiani. Patchwork, il romanzo premiato, è una sorta di collage, di intreccio misterioso: la vita stessa del protagonista. Adriano il Vecchio (lo scrivente), Adriano il Giovane, fumettaro con ambizioni di pittore, e Adriano il Falsario che falsifica quanto gli capita a tiro. Due gli esordienti premiati, a parità: Rosa Matteucci con Lourdes (edito da Adelphi) e Tommaso Giartosio per Doppio ritratto (Fazi). Il «Bagutta» è un premio di tutto rispetto: vuoi per la cifra in palio (50 milioni,20 messi a disposizione dalla Snam e 30 dai Pepori proprietari del ristorante) vuoi per quell'aura di indipendenza che lo circonda. Nella maggior parte dei premi letterari sono le case editrici a farla da padrone, indicando di volta in volta i propri «candidati»: nel «Bagutta» sono gli stessi membri della giuria (composta quest'anno da Mario Soldati, Guido Vergani, Del Corno, Galimberti, Gramigna, Isella, Naldini, Nascimbeni, Orelli, Pontiggia, Santagostini, Tabet e Tadini) a proporre i libri ai propri colleghi. Le riunioni conviviali cominciano a metà febbraio, e in quella sede comincia la scrematura: ciascun giurato segnala le candidature, e la segreteria del premio si incarica di contattare gli editori e procurare i volumi da distribuire ai togati. Con buona pace e soddisfazione di tutti.


La Stampa 29 novembre 1998


Carpi vince il Bagutta (anche senza recensioni)

ROMA. Nessuna recensione in Italia: è accaduto al romanzo Patchwork dello scrittore-regista Fabio Carpi, edito da Bollati Boringhieri. La cosa non gli ha impedito però di vincere un premio, il Bagutta, che sarà consegnato oggi a Milano. (Ansa)


Il Gazzettino 29 novembre 1998


Al Bagutta vince un libro mai recensito

Roma Nessuna recensione in Italia: è accaduto al romanzo "Patchwork" dello scrittore-Regista Fabio Carpi. La cosa non gli ha impedito però di vincere un premio, il Bagutta, che sara consegnato oggi a Milano. Il romanzo, edito da Bollati Boringhieri, è uscito a marzo in 25 mila copie. L'autore, che vive a Parigi da un anno, commenta: «Non è un libro "popolare". La casa editrice è seria, non è di quelle che stampano i romanzi che vanno nei salotti televisivi. In Italia il mio libro non è mai stato recensito. Ma nella Svizzera italiana, sulle pagine letterarie di un settimanale delle cooperative svizzere, se n'era parlato. Il caso ha voluto che il recensore di quelle note, Giovanni Orelli, facesse parte della giuria del Premio Bagutta. Così il romanzo, ha vinto il prestigioso premio. Ritengo che se non ci fosse stata questa recensione "Patchwork" non sarebbe stato preso in considerazione perchè non sapevano neppure che fosse uscito». L'intreccio del romanzo è tra realtà e finzione, con molti riferimenti alla vita dell'autore e al suo amore per il cinema. Uno degli ultimi film di Carpi è stato "La prossima volta il fuoco " (1993). La prima opera cinematografica di Carpi è stata "Corpo d'amore" del 1973.


Corriere della Sera 30 novembre 1998


"Patchwork" di Carpi premiato con il Bagutta.

Poche critiche, molto onore: il romanzo meno chiacchierato dell'anno è da ieri sera nella bacheca d'oro del ristorante Bagutta, dove editori, scrittori, architetti, economisti, poeti e giornalisti si sono riuniti per festeggiarne l'autore, Fabio Carpi. Il suo "Patchwork" è da oggi in libreria con la fascetta del premio letterario milanese fondato da Orio Vergani e Riccardo Bacchelli, ma la sua vittoria sbuca a sorpresa dal silenzio totale che ha accolto in Italia la pubblicazione del libro. Fabio Carpi, 73 anni, regista e autore di oltre 50 sceneggiature cinematografiche e televisive, è nato a Milano e da un anno si è trasferito a Parigi, da dove ha seguito senza stupirsi la strana sorte del suo romanzo: pubblicato a marzo da Bolati Boringhieri in 25 mila copie, il libro è stato preso in consideraszione soltanto dalle pagine letterarie di un settimanale svizzero, il cui critico, Giovanni Orelli, fa parte però della giuria del premio Bagutta. Inconsueto l'autore, inconsueto il destino, inconsueta anche la trama di "Patchwork", che mescola vita reale e finzione, memoria e fantasia. "Non è un romanzo popolare" l'autore giustifica la distrazione dei critici. Per la sezione "opera prima" sono stati premiati ex aequo Tommaso Giartosio con "Doppio Ritratto" (Fazi) e Rosa Matteucci con "Lourdes" (Adelphi), già divenuto un caso letterario.


Il Giorno 30 novembre 1998


Ieri sera la consegna del più antico premio letterario italiano nel celebre ristorante del centro

A Fabio Carpi «Patchwork» il Bagutta numero 63

Quel giorno di 11 amici al bar * Erano 11 amici al bar, quelli che fondarono il premio Bagutta. Si chiamavano: Riccardo Bacchelli (eletto presidente a vita), Paolo Monelli, Mario Vellani Marchi, Ottavio Steffenini, Adolfo Franci, Gino Scarpa, Antonio Niccodemi, Mario Alessandrini, il maestro Antonio Veretti, Luigi Bonelli e Orio Vergani. * A suggello del patto, gli 11 tagliarono un panforte in 11 fette e siglarono con l'unica calligrafia leggibile, quella di Adolfo Franci - l'atto di fondazione. * Il primo Bagutta è stato milanese: Giovan Battista Angioletti lo vinse nel '27, con «Il giorno del giudizio». Altri lombardi d.o.c. premiati in questi 70 anni: Carlo Emilio Gadda nel'34 (per «Il castello di Udine»), Vittorio Sereni nel'81, Luciano Erba nell'87, Livio Garzanti nel '90, Giorgio Bocca nel'91 e l'anno scorso Giovanni Raboni. * Durante la guerra il premio venne sospeso:l'ultimo vincitore in epoca fascista fu Silvio Negro; il primo del dopo -Liberazione fu, nel '47, Dario Ortolani, autore de «Il sole bianco». * In origine, il vincitore portava a casa 1.100 lire, raccolte su un piatto fatto circolare fra i soci fondatori. Adesso, l'importo-trofeo supera i 60 milioni. * Il premio letterario nacque nell'osteria di Alberto Pepori. Il menu d'accompagnamento di quella notte piovosa di San Martino dell'anno 1926 era fatto di caldarroste e Chianti. * Pochissime le donne laureate con un trofeo. La prima fu, nel '72, Alessandra Banti. Fra le altre, contate sulle dita di una mano, si trova Natalia Ginzburg e il suo «La famiglia Manzoni». * Il Bagutta nasce con uno statuto diverso da quello dei premi letterari che lo seguiranno. Ogni votante deve indicare, senza alcun limite di rose e finalisti, il libro che più ha amato negli ultimi anni. [Marina Cappa] Servizio di Enrico Fovanna Gran finale del Premio Bagutta, ieri sera, nell'omonimo ristorante a due passi da San Babila. Vincitore del più antico premio letterario italiano, giunto alla 63a edizione, è risultato Fabio Carpi, con «Patchwork» (Bollati Boringhieri), che si è aggiudicato i 50 milioni in palio (30 offerti dalla famiglia Pepori, proprietaria del ristorante, 20 dalla Snam). Premiate come opere prime anche «Doppio ritratto» (Fazi), di Tommaso Giartosio, e «Lourdes» (Adelphi), di Rosa Matteucci, che si divideranno il premio offerto da Gioia Falck. Autore di oltre cinquanta sceneggiature, Fabio Carpi divide la sua attività tra letteratura e cinema. Ha già pubblicato infatti due libri di racconti e sette romanzi. «Sono molto lusingato di aver vinto - ha detto in una delle poche pause che gli lasciavano cameraman e fotografi - anche perchè ho sempre considerato questo premio come uno dei più prestigiosi e seri del nostro panorama letterario». Quanto a Giartosio, romano di origini piemontesi, prima di esordire con il romanzo di Fazi ha collaborato a lungo con giornali e riviste e, dopo aver svolto un dottorato in California, ha curato per l'editore romano «Le memorie di Barry Lyndon», di Tackeray, e «Leoni e ombre», di Cristopher Isherwood. Discorso a parte merita la 37enne Rosa Matteucci. Dopo aver viaggiato in India per molti anni, si è ritirata a vivere in campagna vicino ad Orvieto, con il suo cane Lepio e il gatto Tobia. «Non ho mai scritto altro prima di questo romanzo - confessa candidamente l'autentica rivelazione della stagione - anzi, anche prima di venire qui sono passata a raccogliere le olive». Perchè Lourdes? «Una città santa, come Benares, una di quelle città verso le quali si viaggia dal dolore verso il sacro». La giuria quest'anno era presieduta da Mario Soldati e includeva Guido Vergani, Alberto Arbasino, Dario Del Corno, Umberto Galimberti, Giuliano Gramigna, Dante Isella, Nico Naldini, Giulio Nascimbeni, Giovanni Orelli, Giuseppe Pontiggia, Mario Santagostini, Giorgio Tabet e Emilio Tadini
La cronaca dell'intera serata per la prima volta è stata trasmessa su Internet ed è visibile all'indirizzo www.bagutta.it.


Corriere della Sera 30 novembre 1998


Milano, alla premìazìone del Bagutta uno dei vincitori denuncia: mi hanno negato la licenza di matrimonio



MILANO - «Sono commosso per quello che oggi mi avete assegnato, ringrazio tutti, ma voglio approfittare di questa occasione per chiedere un favore allo Stato. Le parole di Tommaso Giartosio, 30 anni, romano, insegnante, rimbombano nella sala dell'omonimo ristorante che ha dato nome al prenùo, dove ieri sera, davanti a un folto pubblico, è stato assegnato il premio letterario «Bagutta», fondato da Orio Vergani e Riccardo Bacchelli. Lui, il professore, ritira il riconoscimento, concesso ex aequo per la sezione «Opera prima», con «Doppio ritratto», una raffinatissima biografia-saggio su Alfieri. Che sia commosso non ci sono dubbi. Ma dentro di sé ha un rospo, e lo vuole tirare fuori proprio in questa occasione, davanti a una vasta platea di editori, scrittori, architetti, economisti, poeti e giornalisti. «Io - ha proseguito con voce decisa, anche se un poco emozionata, il professore romano - voglio chiedere allo Stato di farmi un favore. Volevo sposami e ho chiesto alla scuola dove insegno la licenza matrimoniale, che non è stata concessa. Ma non ho potuto sposarmi perché la persona con la quale intendevo unirmi in matrimonio è un uomo. Ecco, io chiedo allo Stato di permettere le unioni anche tra persone dello stesso sesso. Un appello choc, quello del professar Giartosio, che certo nessuno si aspettava tra quanti erano presenti alla consegna dei riconoscimenti letterari. Per quanto riguarda più strettamente la manifestazione, da segnalare che il premio maggiore è stato assegnato a Fabio Carpi, 73 anni, regista e sceneggiatore, per Il romanzo «Patchwork», pubblicato da Bollati Boringhieri. Per la sezione «Opera prima» il riconoscimento della giuria è, come detto, andato ex aequo all'insegnante Tommano Giartosio, e a Rosa Matteucci, con il romanzo «Lourdes», chè è già diventato un caso letterario. R. C.


Panorama 30 novembre 1998


Lo scrittore fa outing

- Il tradizionale appuntamento letterario nato fra i tavoli della trattoria Bagutta ha premiato lo scrittore-regista 73enne Fabio Carpi, autore di Patchwork (Bollati). Ma a stupire è stato il vincitore per l'opera prima, Tommaso Giartosio, che durante la premiazione si è appellato allo Stato: "Lasciatemi sposare il mio uomo".








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Trattoria-Ristorante Bagutta (home)





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